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September 04 Una volta tantoLunga pausa primavero-estiva per il lavoro da catena di montaggio meningi-falangi. Sorvolare sulle solite considerazioni tristi e malinconiche da fine vacanza è facile quasi quanto sparare sulla croce rossa dell'attuale realtà governativa italiana. L'ermetica dialettica di certi cosiddetti personaggi di spicco regala fraintendimenti riparatori, ritrattazioni strategiche e cazzate autentiche, come da costume. L'assenza di novità, secondo il più comune dei luoghi comuni, rassicura gli animi e fornisce la coperta per soffocare i consueti fuochi di paglia generati dai soliti rigurgiti sociali ammantati di paroloni, che qualche buontempone chiama "messaggi". L'arrivo dei nuvoloni settembrini rabbuia cielo e speranze di strascichi balneari. Il recepimento di certi "messaggi" oscura un sostrato di logica e fame d'informazione che dovrebbe attraversare finanche il più ignorante e coglione d'uomo della strada. Un sospiro di sconforto nell'affrontare una nuova annata di lavoro finalizzato al nulla fa da contraltare a un confortante tifone di illazioni atte a distogliere l'occhio dai veri problemi. C'è stato un tempo in cui ci si scagliava con furore contro certe faccende che venivano a galla. Ora non più. A galla non arriva più nulla, se non qualche testa fatta fuori per motivi ufficiali che a volerli spiegare ad alta voce farebbero sghignazzare a morte anche un gesuita gravato del voto del silenzio. Come da auspici, la situazione migliora. Nel senso: niente più scontri perchè niente più contraddittorio.
Mentre il posto in graduatoria tra i paesi con la maggior libertà di stampa scivola dal cinquantesimo, al settantesimo e poi chissà dove, la Povera Italia ritrova un pò del sano sense of humor per il quale lo stereotipo del mangiaspaghetti all'estero va tanto per la maggiore.
In Spagna, in Germania, in Francia vanno raccontando certe barzellette. Una ha a che fare con un nano malvagio che conquista un paese di mezzi scemi e, dopo avere annientato qualche sporadico sussulto di dignità e di buonsenso, prende a calci giudici, giornalisti e attori. Poi, preso atto che il novantacinque percento del popolo è con lui, o non vuole stare contro di lui, o non ha nessun interesse a prendere una posizione, passa il tempo a scaricare merda su quei due o tre organi di informazione non del tutto propensi ad appoggiargli una corona sul glabro capo.
Il proclama: "Povera Italia. Sulla stampa il contrario della verità". La realtà: "Un altro dissidente, per quanto non di specchiata moralità, fuori dalle palle".
Il Messaggio "Inutlile agitarsi. Io sono lo stretto argine del vostro lurido laghetto".
Una volta tanto siamo d'accordo. "Abbeveratevi della disinformazione di cui siete protagonisti. Povera Italia, con un sistema informativo come questo''
C'è da ridere fino alla prossima legislatura e da piangere fino al prossimo infarto.
Dieci e lode.
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